Quando chiedi a Evelyn come mai l’hotel di Tesero si chiama così, ti dice che ha preso il nome da un hotel delle Mauritius; non hai bisogno di chiederle altro, basta che noti come guarda il suo Alberto e capisci subito che per lei evoca bei ricordi. E poi capisci perché una forma che si ripete spesso sulle pareti dell’hotel è il cuore.
Gli occhi innamorati di Evelyn mi hanno dato il benvenuto sulle Alpi dolomitiche di Tesero, nel primo giorno dell’Activity & Wellness blog trip #Vitanova12.
 L’hotel ha uno stile classico trentino, ma caldo e non formale e, come piace a me, il legno è l’elemento predominante negli ambienti; lo staff è molto disponibile, parla più lingue (parlando tedesco, posso dire di aver sentito parlare un tedesco fluente da molti membri del personale) e…prepara uno Hugo eccezionale. Cos’è? E’ l‘aperitivo trentino per eccellenza: prosecco, sciroppo di sambuco, soda e menta. Buono! Ma vi assicuro che all’hotel Shandranj non ho solamente bevuto.
Appena arrivata in camera, mi aspettavano accappatoio e ciabatte, che ho subito indossato per fiondarmi nel centro benessere.
camera Hotel Shandranj L’hotel appartiene al circuito di hotel del benessere Vita Nova, capirete quindi che non potevo esimermi dal provare subito il centro beauty Chandra & Surya. Ho fatto un peeling (addio abbronzatura del Mar Rosso, benvenuta pelle morbida) e un lungo massaggio all’estratto di Nigritella (fiore di montagna dalle proprietà antiossidanti che profuma di cioccolato), in una stanza calda, profumata, e con musica rilassante. Qui:
 Una curiosità: la bravissima Heidrun, mentre mi massaggiava, ha insistito con le mani nel punto dei piedi che corrisponde alle vie urinarie perché lì percepiva un disequilibrio. Beh, tornata a casa dal Trentino, indovinate cosa hanno rivelato i risultati delle analisi del sangue? Che ho i calcoli renali. Incredibile.
Altrettanto incredibile, ma più invitante delle mie analisi del sangue, è la jacuzzi all’aperto, con vista sulle montagne.
 Inutile dire che il mitico Alberto l’ha resa ancora più incredibile portandoci un drink mentre io, Enrico, Marco, Giorgia, Antonella e Silvia eravamo a mollo, in paradiso. Dopo la jacuzzi non ho fatto in tempo a provare il resto dell’area benessere (piscina, bio sauna, sauna, bagno turco, thermarium, idromassaggio), ma ho provato la cena.
Al ristorante ho fatto una piacevole scoperta: la pasta Monograno del pastificio trentino Felicetti, che è prodotta con le acque del Trentino. Ho provato la varietà al farro, molto saporita; mi sono trovata bene a cena anche perché mi hanno preparato un menù vegetariano alternativo, abbondante e vario (nella foto vedete anche la variante non vegetariana, per gli altri blogger). So che cucinano anche piatti per celiaci.
 Un’altra cosa che ho apprezzato moltissimo è il rispetto per l’ambiente. Sia fuori che all’interno dell’hotel ci sono contenitori per la raccolta differenziata. Si trovano anche ad ogni piano dell’hotel; invece, nelle camere, un piccolo cartello ricorda di gettare nell’indifferenziato solo ciò che non si può riciclare.
Tra l’altro, i saponi in bagno sono confezionati secondo criteri Ecolabel e i detergenti in campioncino sono vegetali e prodotti in Alto Adige.
 L’unica cosa che mi è dispiaciuta del mio soggiorno allo Shandranj è che non ho avuto il tempo di provare le escursioni che l’hotel organizza sotto la guida di Alberto. Ce ne sono di vario tipo, anche per le famiglie: quelle estive comprendono trekking, visita a Bolzano, escursioni in bici e a piedi, rafting…e la visita al Centro di Aviofauna, che avrei davvero voluto provare.
Dall’hotel però un’escursione l’ho fatta comunque: ho visto in notturna le vicine cascate di Predazzo. Si raggiungono in poco tempo e dopo una salita breve, per niente ripida, quindi è un’escursione per tutti; portate con voi però una torcia, l’iPhone dotato di app Flashlight o i frontalini, come quello qui indossato da Kinzica di Blog100days e Serena di Turistipercaso.
 E, al ritorno, fate come me: sedetevi nei tavolini all’aperto e fatevi portare una tisana calda (o un vin brulé), che ve la siete meritata.

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3 comments

  1. Aggiungo frontalini funzionanti! La mia luce era talmente debole… ho rischiato la vita diverse volte!

    • Fraintesa

      Fraintesa

      ahaha giusto appunto! Meno male che io con il mio iPhone illuminavo la retta via…se no saremmo ancora lì tra le limacce a bere grappa.

  2. Pingback: Hugo, il cocktail trentino – Fraintesa