Non mi interessa cosa fai per vivere, voglio sapere per cosa sospiri

C’è un testo, sull’anta del mio armadio. E’ un testo che una mia grande amica ha copiato sulla carta regalo che racchiudeva un libro per me. Le parole mi hanno talmente colpita che l’ho voluto attaccare sull’anta, perchè fosse lì, visibile, per rileggerlo ogni tanto.

Ieri un’amica che è stata a casa mia mi ha chiesto se posso passarglielo, perchè lo vorrebbe utilizzare come biglietto d’auguri per una coppia di suoi amici che si sposa.
A me piacerebbe, come biglietto di buon augurio, perchè credo che esprima (meglio di come potrei fare io) quello che è l‘amore incondizionato.
Eccolo qui:

Non mi interessa cosa fai per vivere,
voglio sapere per cosa sospiri,
e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore.
Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per l’amore,
per i sogni, per l’avventura di essere vivo.
Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore,
se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita,
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.

Voglio sapere se puoi sederti con il dolore,
il mio o il tuo;
se puoi ballare pazzamente
e lasciare l’estasi riempirti fino alla punta delle dita senza prevenirci di cautela,
di essere realisti, o di ricordarci le limitazioni degli esseri umani.
Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera. Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso,
se puoi subire l’accusa di un tradimento e, non tradire la tua anima.
Voglio sapere se sei fedele e quindi di fiducia.
Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni
se sei capace di far sorgere la tua vita con la tua sola presenza.
Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, tuo o mio,
e continuare a gridare all’argento di una luna piena.
Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,
mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste o spaccato in due,
e fare quel che si deve fare per i bambini.
Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare qui,
voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me, e non retrocedere.
Non voglio sapere cosa hai studiato, o con chi o dove,
voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto non l’ha fatto.
Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia che hai nei momenti vuoti.

[Scritto da un’indiana della tribù degli Oriah nel 1890]

Perchè l’amore può essere incondizionato. L’aria, no.

12 commenti su “Non mi interessa cosa fai per vivere, voglio sapere per cosa sospiri”

  1. >ah si me lo ricordo quel testo…l'ho scritto nella carta regalo di una mia grande amica per il suo compleanno…spero che lo conservi ancora! che bella che sei topaccia

  2. gentile Fraintesa, lei ha frainteso la poesia che ha pubblicato: non è del 1890, non è scritta da una nativa americana e la traduzione zoppica alquanto.
    le mando il link con l’originale dell’autrice, canadese, scritto nel 1999.
    saluti

    • gentile Giulia, non ho frainteso nulla, in questo caso: ho copiato quello che c’era scritto sul biglietto, e sul biglietto veniva citata appunto un’indiana della tribù dell’Oriah. Non ho affermato che quella fosse l’autrice confermata, né ho tradotto alcun testo…quindi mi sa che stavolta è lei che ha frainteso me 🙂 Se vuole pubblicare il link che ha menzionato, volentieri (si è dimenticata di inserirlo nel commento).

      • gentile Fraintesa, così se un’amica le regala una poesia di Shakespeare dicendole che è scritta dagli indiani shakespeare dell’arizona nel 1600 lei pubblica su internet senza controllare? Non le pare poco rispettoso nei confronti di chi la legge? e anche la traduzione in italiano della poesia The Invitation zoppica alquanto. Di seguito allego il link all’originale che avrebbe facilmente trovato anche lei in 2 minuti di ricerca:
        http://www.absolute1.net/poem-oriah-mountain-dreamer-invitation.htm
        c’è anche l’invito dell’autrice a onorare l’originale senza cambiare il senso, cosa che la sua amica e lei avete invece fatto.

        • Giulia, paragonare questa poesia a Shakespeare mi sembra un po’ azzardato, ma de gustibus…
          Sottolineo che io non ho “pubblicato su internet” questa poesia dicendo che era una fonte attendibile e verificata, ma ho riportato sul mio blog personale una poesia scritta su un foglio da un’amica, così come ho specificato a inizio post. Le ricordo inoltre che, come può leggere nel disclaimer del footer, il mio blog non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Perciò io volendo potrei anche scrivere solamente cose di fantasia; sta poi a lei crederci o no e verificarle o meno. La ringrazio per avermi riportato quella che lei ritiene sia la fonte originale (Ne è sicura? Come fa a dimostrarlo e ad averne la certezza? E se fosse una blogger che ha inventato tutto?), la invito comunque ad usare altri toni nei prossimi commenti. Le ripeto infine, di nuovo, che non l’ho tradotta io, quindi che la traduzione “zoppichi” personalmente non mi riguarda.

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